IL MONDO E’ A PEZZI

Il mondo, così com'è, non piace a nessuno. Troppe cose non vanno. Troppe cose non vanno come ci aspettavamo. La democrazia non funziona, il capitalismo ha stravinto ma è andato troppo oltre, la finanza scommette. Ci hanno mandato a scuola per imparare a fare gli impiegati ma poi il lavoro è finito e "facciamo" i disoccupati in attesa del posto che non c'è. I furbi, i corrotti, i ladri e i bugiardi dilagano.

Dovremmo essere e non siamo, dovremmo avere e non abbiamo. 

Crediamo di essere stati traditi, ingannati, da qualcuno o qualcosa. La UE, l'Euro, gli immigrati, la globalizzazione, la crisi economica, l'inquinamento, la religione.
Ci affidiamo ai Salvatori della Patria fino a quando non si rivelano per quelli che sono: Lupi affamati di potere.

Dovevamo essere ma non siamo, dovevamo avere e non abbiamo. 

Siamo avviliti, terrorizzati, arrabbiati. Abbiamo dimenticato gli altri uomini.
Siamo Umani ma disUmani. Abbiamo perso la dignità di uomini.
Era già accaduto, e adesso accade di nuovo.

Cos'è successo? Come è stato possibile?

Ho provato di tutto, per anni. Ho inventato progetti straordinari. Ho realizzato cose che, qualche anno prima, mi avrebbero stupito. Ma non è servito a niente. Il Mondo è troppo complicato, mi sono detto, troppo grande, troppo assurdo. E nel frattempo il tempo se n'era andato. Troppo tardi. Alla fine ho mollato anch’io. Che vada tutto affanculo.

E' stata la svolta.

Nel silenzio della mente, nell'affondare di aspettative e desideri, ecco che il cuore cominciò ad agire: prese la penna in mano e fece uno scarabocchio. Era bellissimo: in una sola parola diceva tutto. 

Era il FARE che avevo sempre desiderato FARE.

Ed era così bello, semplice e immediato che la mente illuminò la strada:

ecco cosa manca al mondo, ecco il bandolo della matassa. Si chiama FARE.

Finalmente vedevo con chiarezza, tutto era molto più semplice: intorno a me ben poche persone facevano qualcosa. Chi ha un impiego ruba lo stipendio. Chi ha un'attività produce solo pretesti per fregare la gente. Si parla e si agisce solo per avere denaro o potere. Non si fa quasi nulla con le mani, la mente e il cuore. 
Per fortuna non tutti sono così. E meno male! Altrimenti saremmo messi peggio, molto peggio di come stiamo!

Cosa manca? Qual'è il bandolo della matassa? E' così evidente, è così ovvio che nessuno lo vede:

manca il FARE,
con le mani, la mente e il cuore. 

Cosa fare? Qualunque cosa il cuore ci dica di fare.
Un FARE così, seguendo il cuore, fatto con le mani, senza aspettative, come il contadino che zappa senza avere nessuna certezza di raccogliere, senza pensare ai soldi, al potere o al successo, nè prima nè dopo. Un FARE così cambia il mondo di chi lo fa e tutto il mondo che gli sta attorno.

Cucinare, pulire e sistemare, aggiustare, servire, ricostruire, creare, moltiplicare, diffondere, risolvere, avanzare, retrocedere, abbandonare, andare, trasportare, scrivere, leggere, studiare, trovare, insegnare.

Verbi. Azioni.

Tutto qui.
Per esempio:
Hai un impiego? L’hai scelto tu, e allora perchè timbri e te ne vai? Perchè invece non lavori col cuore, la mente e le mani? Avere un impiego e lamentarsene sempre è come sputare nel piatto in cui mangi. Se non ti piace, cambialo, e comincia a FARE sul serio! Sei un disoccupato? Macchè! Sei un uomo. E un uomo si dà da fare, qualunque cosa, anche solo camminare in cerca di qualcosa da fare. La parola disoccupato l’hanno inventata qualche decennio fa per renderci stupidi.
I peggiori sono quelli che trafficano con la legge e gli avvocati, per mesi e anni, per avere un sussidio, vincere una causa, truffare qualcuno, rubare insomma.

C’è bisogno di ri cominciare a FARE e ricordarsene sempre, tutti i giorni, più volte al giorno.

Ho pensato quindi che ci vuole una sorta di campagna pubblicitaria, una serie di Manifesti, che stiano in casa, da caricare sul cellulare, da farne degli screensaver, delle magliette, dei cappellini. 

Pubblicizzare il FARE e avvisare su tutto ciò che comporta: le difficoltà, la gioia, le minacce e la forza che ci vuole. 

Del FARE e di quanto sia difficile so tutto. E adesso le mani seguono il cuore, usano l'inchiostro e dividono la carta. Posso davvero FARE ciò che dovevo e che non ho ancora fatto. Adesso lo faccio.

Così è nato il progetto FARE. E’ Grafica? Calligrafia? E’ arte?
Boh. Io proprio non lo so.
So che sono dei manifesti, dei bellissimi cartelli che con una parola dicono tutto, che spronano, avvisano, mostrano, illustrano il FARE, la sua potenza e la sua bellezza.

Per essere di nuovo UMANI.