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quel contratto che ha cambiato tutto

Hanno fatto un contratto di governo, con l'elenco di tutte le cose da fare. Di Maio ha parlato di un "esecutore" riferendosi al prossimo Capo del Governo. Poi, come avevano annunciato, sono passati ai nomi per riempire le altre caselle. 
Nel frattempo, sul Colle, l'uomo che aveva le chiavi per la porta d'ingresso non aspettava di conoscere le "cose da fare". Certamente anche lui, come uomo di Stato, aveva piacere che un gruppo di eprsone si scervellasse per una settimana sul come migliorare la qualità della vita degli italiani. Perbacco, si può essere contrari? Nessuno lo sarebbe! Però la procedura costituzionale non prevede "lista delle cose da fare" ma una semplicissima "lista di persone", una sorta di foglio dell'appello della nuova classe dirigente. 
Voi pensate che si tratta delle due facce della stessa medaglia. Non è così. Sono due pianeti diversi che, avvicinandosi per dialogare, si sono scontrati.
Tutti hanno sbagliato, tutti avevano ragione.
Uno aveva in mano una procedura d'ingresso stabilita molti anni fa, quando le ideologie improntavano tutta la politica. Sicchè non aveva senso chiedersi cosa fare: se un'ideologia propugnata da un gruppo di persone aveva preso più voti, il Capo dello Stato convocava la "persona" delegata per affidargli il governo. Semplice. Il programma di governo stava poi nel discorso della mozione di fiducia, è il Parlamento che si occupa di questo, non il Quirinale. 
Purtroppo i tempi cambiano e due gruppi hanno vinto le elezioni senza un'ideologia "storica" ma con una visione dei tempi moderni che ha molte facce. Per mettersi d'accordo dovevano per forza stilare la lista delle cose da fare. Le "persone" delegate erano un aspetto del tutto secondario. 
Così, coloro che avevano affermato che si sarebbero occupati delle cose da fare e non delle "poltrone" sono stati costretti a discutere per una settimana (lo stesso tempo impiegato nella lista delle cose da fare) di poltrone e di nomi e cognomi, scatenando la furia di un sistema di potere avvezzo a nomi, cognomi, parentele e affiliazioni (e alla Commissione Europea pare che gli aristocratici non abbiano capito ancora nulla).
In definitiva tutta la crisi nella formazione del nuovo governo e, sono sicuro, tutta la problematica situazione futura deriva da quel Contratto che ha davvero cambiato tutto. Era facile prevederlo, ma si sa, nessuno vede la punta del suo naso.