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fotografia & narrativa

La ruota gira. Lentamente, ma gira.

 Ieri sera ho visto l'intervista a Mario Monti. 
Mi aspettavo che sparasse ad alzo zero sui soliti populisti, augurandosi il completo fallimento della formazione di un governo. Invece stava con due piedi in una scarpa, e ci metteva pure le mani. Ad un certo punto mi è sembrato che si stesse bloccando come un robottino che riceve due ordini contrari. Era come se il cervello gli stesse andando in tilt tra la voglia di iscrivere tutto il futuro probabile governo alla sua Bocconi, di urlare tutta la sua indignazione e mantenere fede all'impegno preso con i suoi amici Bildeberg di adottare un low profile. Devono averlo mandato avanti a dire: calma, discutiamo, non allarmiamoci. 
Quelli sono bravi ad abbracciarti. Sembra una cosa innocua all'inizio e in meno di un batter di ciglia ti trovi svuotato di ogni volontà di cambiamento. Sfido io, sono bravi da sempre, da ben prima del 14 luglio 1789, ed è proprio quello che vogliono evitare.
Ma purtroppo, così come allora, si è andati troppo oltre con le disparità sociali, territoriali e non. Ormai c'è un abisso tra una partita iva del veneto e un disoccupato siciliano, tra un  operaio romeno e una badante romana, e sono tantissimi, tutti e due, e in più comunicano via whatsapp. E' davvero troppo per il soliti poteri. 
Non so se questo tentativo di cambiamento da dentro le istituzioni riuscirà. Forse no, nemmeno adesso. Ma certo è che il motore della storia, quella dei popoli, è in movimento e la direzione è presa. 

(Nota dell'autore: non sono sicuro che in questo paese ci sia una vera libertà di pensiero. Per questo dichiaro che il testo soprascritto è un racconto di pura fantasia e che ogni riferimento a persone o cose reali è puramente casuale. Fate conto che ho immaginato di scrivere una cosa che avrebbe potuto scrivere un'altro e io sono solo il dattilografo)