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La prima volta che un robot


Le cronache degli ultimi anni sono piene di incidenti con i robot e la tecnologia si sta evolvendo rapidamente. Non dico niente di nuovo ricordando le migliaia di vittime di questo progresso. Tuttavia pochi ricordano il primo incidente, la prima volta che un robot uccise un essere umano. Come è successo centinaia di altre volte, il robot non aveva nessuna colpa, era stato costruito per altri scopi. 
Accadde sette anni fa in una villetta di un sobborgo di Los Angeles, in California. 
Jane aveva comprato sei mesi prima uno di quei robottini che fanno le pulizie. Era un ultimo modello, efficientissimo. Si chiamava George e aveva una grossa decalcomania con farfallino nero su sparato bianco e smoking grigio. Un perfetto Maggiordomo. Si puliva da solo eliminando le scorie nella spazzatura, oppure i liquidi direttamente nello scarico del lavabo della cucina. Era in grado di allontanare qualsiasi animale domestico, anche in maniera brutale, soprattutto quando quello si ostinava a sporcare.
Jane quel giorno stava preparando un succulento cappone ripieno. Era una fanatica della tecnologia e aveva in mano un coltello elettronico, affilato come un rasoio. Purtroppo non sapeva utilizzarlo bene e mentre disossava il cappone la lama affondò troppo rapidamente fino ad arrivare alla sua mano sinistra, producendo un taglio netto, profondissimo, che subito cominciò a sanguinare copiosamente.
Jane lanciò un grido e si guardò la mano, ma ormai il danno era fatto. Perdeva moltissimo sangue e la sua agitazione aumentava il flusso. Si girò per andare in bagno a prendere una benda e grosse gocce di sangue caddero sul pavimento. 
George si attivò e come un lampo si avventò su Jane. Lei tentò di allontanarlo con un calcio, ma quello rispose facendole lo sgambetto e spruzzandole gocce di peperoncino sugli occhi. Prima che  potesse riprendersi la ventosa di George aveva già individuato la ferita e cominciò a succhiare via il sangue. Subito estroflesse un tubicino che cercò velocemente lo scarico del lavabo della cucina, lo trovò e la potente pompa ad aspirazione cominciò a succhiare via velocemente il sangue dal corpo di Jane. Siccome si muoveva come una pazza a George non rimase altra scelta che attivare il suo programma di difesa e scaricò sulla gamba di Jane i suoi elettrodi Taser. Jane ebbe una breve convulsione, poi svenne. 
George ci mise meno di trenta secondi a svuotare Jane e poi si mise a ripulire le macchie sul pavimento. 
Lo Sceriffo dichiarò che il caso non poneva dubbi, la telecamera interna dell'appartamento aveva ripreso tutto l'accaduto.
William, il vedovo di Jane, vendette George al vicino di casa per duecento dollari, prima di trasferirsi a New York dove trovò un posto di pubblicitario. Non pensò mai a fare causa al costruttore di George. Era una macchina troppo efficiente. Piuttosto, come disse in un'intervista, è importante che le persone evitino in tutti i modi di sporcare, anche se stanno morendo, le conseguenze potrebbero essere disastrose. 

(Nota dell'autore: questo è un racconto di pura immaginazione. Ogni riferimento a persone o cose realmente esistenti è puramente casuale)