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"la vocazione della Gravità" alla Fiera dei Librai

 photo credit:  Ihor . A destra Pietro Muratore, Presidente di Alab e grande appassionato di storie. 

photo credit: Ihor. A destra Pietro Muratore, Presidente di Alab e grande appassionato di storie. 

Il 21 e 22 di Aprile ho partecipato con il mio romanzo alla "Fiera dei Librai", in Corso Vittorio Emanuele (Cassaro Alto) a Palermo. E' stata la prima vera uscita della nuova edizione del romanzo. 

Mi hanno assegnato tavolo, sedia e ombrellone proprio all'inizio del Cassaro Alto, a due passi dai Quattro Canti. E in un sabato e domenica di fine aprile c'era da aspettarsi un grande afflusso di pubblico. Sul tavolino le nove copie de "La vocazione della gravità" e gli esemplari del progetto fotografico Eximago, che trovate nelle pagine del mio sito. 

Credo che in due giorni mi sia passata davanti l'intera umanità. Non avevo mai visto tanta gente tutta in una volta, fatta eccezione per le fiere del vino che frequentavo molti anni fa. 

Non molti si sono soffermati davanti alle mie proposte. Troppo estreme forse, troppo ardite: un romanzo autoedito in formato A4 con rilegatura alla giapponese e copertine di calligrafia dell'autore, a seicento anni di distanza dall'invenzione della stampa a caratteri mobili sembra davvero troppo.

Per me è stata un'esperienza molto interessante. Non tutti sono disposti ad incontrare un "autore". Poi una cosa è farlo con un autore che si conosce per averlo letto e un'altra incontrare un perfetto sconosciuto che dice di aver scritto un romanzo ed eccolo lì, in bella copia, per essere venduto. A parte il fatto che "La vocazione" non la vendo. E' un progetto di ALAB, l'associazione dei Liberi Artigiani Artisti di Balarm e come tale io chiedo solo un contributo associativo, in linea con il suo essere romanzo: solo venti euro. Capirete che tutto ciò è ancora più estremo. Eppure non dovrebbe stupire, la rivoluzione dell'editoria digitale, del www e della stampa laser porta inevitabili conseguenze, come questa, appunto. 
L'autore è un personaggio semi-mitologico, la maggior parte di quelli che siamo capaci di citare sono morti da tempo e per alcuni di noi sono ancora compagni di vita attraverso le parole che hanno scritto, spesso con pennino ed inchiostro, moltissimi anni fa. Insomma, incontrare un autore, inedito e sconosciuto, in carne ed ossa, che propone il suo romanzo lì, davanti a lui, deve fare un certo effetto.

Per questo motivo avevo pensato che difficilmente ne avrei potuto consegnare anche solo una copia. E invece è successo il contrario, sono rimasto quasi senza esemplari del romanzo.
E' successo che alcune persone si sono incuriosite, si sono avvicinate, hanno sfogliato il romanzo, hanno letto la quarta di copertina, hanno ascoltato le mie poche parole, dette più per sollecitare domande e curiosità che per spiegare il romanzo (come si fa a "spiegare" un romanzo come questo in dieci parole? Boh!), e poi li ho visti "illuminarsi", sorridere a mezza bocca, sgranare gli occhi e letteralmente "acchiappare" la copia, come per non volersene più separare. Fulminati.

Onestamente, non pensavo potesse succedere. Adesso intorno a me, da qualche parte in questa città, quelle persone che ho conosciuto stanno leggendo il romanzo. Chi sulla copia numero 1, chi sulla copia numero 8, o sulla numero 7. 

Voglio ringraziarli. Non perchè, come si dice di solito, "mi hanno dato fiducia", ma perchè mi hanno dimostrato che in questi tempi bui per il racconto e la narrazione libera, esistono ancora menti aperte e curiose, occhi vivaci e pieni di domande, che vorrebbero trovare storie che rispondano alle proprie questioni, che poi è il motivo fondamentale per cui ho passato un numero infinito di ore chino sulla tastiera a scrivere "La vocazione".

Volevo anche ringraziare i compagni di Alab e qualche amico di vecchia data che ha voluto prenderne una copia e anche coloro che, avendo letto le edizioni precedenti del romanzo, con altro titolo, nelle poche versioni di carta e in quella digitale, hanno testimoniato di quanto si siano divertiti e di come hanno trovato la lettura interessante, scrivendone sui social. 

Adesso spero davvero che si divertano tutti con "La vocazione della gravità". Grazie a tutti voi.