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sWORDs

amvisual 6.12.2018 nomen omen-8.jpg

Adesso che le opere sono decine, adesso che i fogli di carta "scritti" stanno dentro una bella cartella, occorre capire che cosa sta succedendo.

Cosa sono?

Alla fine sono quello che sono. Fogli di carta formato A4 dove "uno" ha usato pennello, inchiostro e penne varie per scrivere qualcosa. Come definirle? In inglese sarebbe semplice: "artwork", ossia "lavori d'arte". Noi italiani invece usiamo "opere d'arte" e con queste due semplici parole l'autore annichilisce, il Rinascimento si risveglia per annientare l'artista, la Storia dell'Arte punta il dito per vaporizzare chi ha tanto osato. 

Vabbè, per proseguire occorre cancellare questo rivivere di zombie culturali, sordo ai vecchi tromboni,  andare avanti, in piccolo. 

Le decine di "artwork" si dividono spontaneamente in base alla tecnica e all'argomento narrativo. Ci sono frasi e singole parole, poi ci sono i nomi. 

Spontaneamente chiamo questo "evento" dell'inchiostro con un nome di progetto. In italiano suonerebbe "penne e pennello", ma sembra il ritornello di una pubblicità di articoli scolastici. Così opto per il più corto "Brush&Pen". Al suo interno i nomi di persone propongono "Nomen omen" che è l'essenza stessa della cosa, perfetto per un nome di progetto.

Prima ci sono le frasi, che sono complesse, frutto di studio e diversificato approfondimento, di ardua intuizione nella composizione e nella esecuzione. Dal profondo sorge spontanea la parola "Mot", che è inglese, ma proviene da "Motto", latino, e ha come definizione "commento (o uscita) arguta". Solo tre lettere ... perfetto!

Le parole, a questo punto, non possono essere che "words".

Una particolarità: osservate "word", parola. Aggiungendo la desinenza "s" diventa "sword", cioè spada. Siccome la desinenza "s" in inglese ha spesso la stessa funzione che in italiano, cioè di stravolgere la stessa parola, come in spolverare, allora "word" mi pare contenga al suo interno anche "sword", un concetto come "la "S-parola è una spada". Il tutto in una sola parola. 

E' già un romanzo.

Certo, lo vedo solo io, ma è il gioco delle parole. 

Se poi aggiungiamo la visualizzazione con la grafica, possiamo giocare a sorridere all'infinito. 

Potrei optare per "wordS&Sword", e questa è già grafica. Qui il romanzo è più evidente, la finalità dichiarata: usare le parole per combattere. Chi? Se stessi, le proprie illusioni, ovviamente. Immaginate "Parole & Spada", i tre moschettieri diventano i Magnifici Sette, con Tolstoj e Twain a cavallo e winchester. Ma è tutto dentro il cervello, le parole sono i motori dei memi, delle illusioni socioeconomiche occidentali e la spada (la S-parola) serve a tagliare la testa al mostro, dentro di noi. 

C’è di più. Nomen Omen in inglese diventa

no-men o-me
qualcosa come “niente uomini, Oh!, uomini! (dove siete!?)”.
Ok, sta ancora tutto nella mia testa, eppure ci sta. Sto allargando l’universo, quindi faccio il mio mestiere. Tutto ok, sto benissimo.

Quindi definito: 

brush&pen

mot

wordS&Sword oppure sWORDs

nomen-omen oppure NOmen-Omen

E poi, chissà, altri ne verranno. 


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