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Quest'opera vale $314,15

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Come determinare il valore monetario di un'opera?

Credo che si siano spesi sull'argomento fiumi di parole e un'infinità di gente, in giro per il mondo, fa un mucchio di quattrini sull'impossibilità deterministica dell'argomento. Le case d'asta fondano la loro prosperità nella capacità indiscussa di generare infinite narrazioni a proposito di un'infinità cubica di opere d'arte.

In effetti, qualunque ragione ci facciamo, essa è frutto di pura fantasia, al pari di un romanzetto. 

Quando un artista si pone il problema di valutare la propria opera, egli passa immediatamente dalla consapevolezza della propria rotonda modestia alla necessità quadrangolare di sbarcare il lunario. Nel mio caso poi non c'è un riferimento di mercato per le mie opere. Si, esse sono calligrafie, ma anche poster e di un contenuto e stile abbastanza inusuale e realizzate come pezzi unici. In più sono il frutto di un sentiero professionale, culturale e artistico durato più o meno 45 anni. 

Tuttavia non è stato un percorso rettilineo. Non ho individuato la mia vocazione per tempo. Per certi versi mi è stato impedito, per altri non ho avuto, immediatamente, il coraggio di compiere scelte difficili da adeguare al senso comune. Diciamo che le mie opere a pennello sono il frutto di un serpente che, partito verso occidente, si trova, a distanza di cinquanta anni, a procedere verso oriente, tracciando nel tempo e nello spazio dell'anima quel che potrebbe essere un cerchio. Questo fornisce maggiore o minore valore all'opera? Alcuni potrebbero aumentarla, altri diminuirla, e alcuni potrebbero stare all'infinito a concionare sull'argomento.  Io so soltanto che è stato molto più difficile, attraverso deserti di solitudine, trovando rari e profondi pozzi di disperata sofferenza. Poi è accaduto che l'aprirsi delle ultime porte abbia scatenato tutta la creatività acquisita e compressa in tanti anni. Ma prima, vi assicuro, è stato un delirio. Quindi per me il valore è accresciuto. Ma più grande di cosa?

In effetti la valutazione della propria arte è proprio la quadratura letteraria di un cerchio di vita, un compito trascendente.

Se pensate che tutto ciò sia una chiacchiera noiosa e del tutto sterile vi sbagliate. Essa è il fondamento della identificazione del valore. 

Le parole chiave sono:

  • cerchio

  • quadrato

  • trascendente

  • numero. 

Non vi viene in  mente niente? Eppure è facile.

C'è un simbolo che sintetizza tutto ciò, è grafico, è antico, ed è uno dei grandi misteri mistici di tutti i tempi: il Pi Greco = 3,1415 etc etc

Ed ecco che l'opera assume un valore vero, assoluto, consistente: c'è una storia, c'è un perchè per il mercato, posso crederci o no, posso comprare o no, posso pensare che sia caro oppure un affare, ognuno si potrà confrontare con quel valore.

Poi ci sono i valori legati al supporto. 

Una cosa è una stampa digitale dalla scansione dell'opera. Un'altra l'opera in originale, realizzata con la tecnica dello shodo occidentalizzato (che banalmente può essere descritta con "ink on paper" tralasciando la parte consistente della cerimonia sviluppata dall'artista). Ovviamente la prima avrà un valore inferiore dovuta al fatto che è stampabile un'infinità di volte, si rivolge ad un pubblico che ammira il contenuto dell'opera e non la sua rarità/scarsità/originalità (voglio precisare che l'autore è stato abbindolato per decenni sulla curva della domanda e dell'offerta, finendo con lo scoprire che essa è una delle più efficaci fandonie, il più perfetto esempio di bugia che si verosimiglia da sè col numero delle menti che ci credono, contraddicendo la teoria stessa col loro numero. Tuttavia, siccome oggi corrisponde ad un cospicuo pezzo del senso comune, bisogna farci i conti). L'autore è felice di fare migliore la vita del cliente che apprezza il senso dell'opera offrendogli stampe digitali dell'opera a basso prezzo. Basta spostare una virgola e perfino l'ultimo artista squattrinato delle Filippine Interiori potrà acquistarla on line dalla piattaforma di stampa e distribuzione, pagando all'autore solo $ 3,14. Il collezionista invece, quello che apprezza solo gli originali, sarà soddisfatto di pagare la rarità assoluta dell'opera col suo valore trascendente di $ 314,15, perchè lui crede di valere 100 volte l’artista squattrinato.

Basta spostare la virgola, un segnetto, un'irrisoria macchia d'inchiostro all'interno del simbolo della quadratura del cerchio, l'area di un cerchio di raggio "100", quanto vale la vita del collezionista di successo, un bel "100" appunto,  ed ecco fatto: ad ognuno il suo valore e all'opera quello suo, la sua vera ragione di esistere: la quadratura trascendente del cerchio della vita. 

Ci sono anche aspetti ulteriori. 

Legando il valore della mia opera al Pi Greco, desidero anche legare a me qualunque cliente con un debito senza fine. Perchè 314,15 è solo un'approssimazione. I numeri dopo la virgola sono infiniti. Quindi il possessore dell'opera, guardandola (sia nell'originale che nella copia digitale), dovrà convincersi che il suo valore, giorno per giorno, aumenta per il solo fatto della sua consapevolezza del Pi Greco. Lo stesso varrà per il possessore della copia digitale. 

Se poi la domanda di originali dovesse diventare pressante, siccome gli amatori sono tuttavia convinti della assoluta verità della fandonia della curva della domanda e dell'offerta, sarà cura dell'autore spostare la virgola ancora più a destra, fissandone il valore a 3.141,59 oppure a 31.1415,92 o ancora 3.141.592,65, con semplici moltiplicazioni a base dieci che approssimano il valore soggettivo della vita del collezionista di successo che desidera acquistare opere d'arte al suo livello. E ciò sempre e soltanto per l'originale di dimensioni a4.

Perchè è ovvio che per quelle di dimensioni maggiori, basta considerare lo spazio occupato per multipli: l'originale a3 ha valore $ 628,32, l'a2 $ 942,48 e così via, con possibili spostamenti della virgola in corrispondenza di impazzimenti (possibili ma improbabili) della curva di domanda e offerta.

Così ho costruito un sistema di riferimento puramente letterario per una questione di mercato, che è una questione narrativa, come dicevo prima. Un sistema che potrebbe essere adottato da tutti gli artisti, volendo, trasformando il mercato dell'arte in una faccenda trascendente. Non ci sarebbe nulla di male.  

Dopo tutto, una risata ci sommergerà. 

Inevitabile. 



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