con le mani tra ordito e trama / by antonio massara

Chiara fa tessuti a mano. Li fa con i suoi telai. 

Avete mai visto un telaio per la tessitura a mano? No?

E' una macchina gigantesca. Ci sono miliardi di fili e mucchi di aste e bilancieri, tutti che si intersecano, tutti che si parlano e si muovono: un esercito in movimento. Le aste di legno sono consumate dall'uso, da tutto quel tichettare e sbrum sbrum, su e giù, sali e scendi. Il sedile dell'essere umano che muove tutto questo incredibile marchingegno è quasi inesistente, una tavoletta di legno larga non più di venti centimetri. Perché per tessere la tela ci si deve muovere, su e giù, mica si sta seduti come al computer. E poi ci sono i pedali, come quelli del pianoforte, ma più numerosi e più grandi, sbrum sbrum, sali e scendi, tran tran. 

Le braccia e le mani si muovono all'unisono con la macchina, con la trama e l'ordito. E a volte ci affondano, precise come perfetti utensili di altissima ingegneria (perché quello sono, ma facciamo finta di dimenticarlo). E la tela cresce, filo dopo filo, minuto dopo minuto, ora dopo ora, inesorabile come il tempo della vita, un minuto dopo l'altro, fino al compimento dell'opera. Per questo il telaio a mano è una magnifica metafora della vita, di quella vera, trama e ordito di uomini, macchina semplice che moltiplica i ricordi fino all'enormità, dove il tempo la fa da padrone. 

Chiara Pirroncello lavora a Chiaravalle Centrale, in provincia di Catanzaro. Un paese lindo e pulito come l'aria che si respira. Il suo sguardo è chiaro, sicuro, senza dubbi. Ma non mi faccio prendere dall'illusione: vivere qui non deve essere facile. Non lo è da nessuna parte. Però l'aria è fresca e la luce scintillante. Si può fotografare. Grazie Chiara.