antonio massara visual
esporre a milano 3.jpg

blog

"Unimage artwork" - una proposta operativa per le opere fotografiche originali

13.11.2016

(here the english version)

Ci sono molte attività diverse all’interno del lavoro del fotografo. Una di queste riguarda l’interpretazione artistica della realtà attraverso visualizzazioni soggettive del fotografo che le rende visibili attraverso la creazione di stampe d’arte, cioè opere, in inglese “artwork”. 

Come diceva Ansel Adams nel primo capitolo del suo “La Stampa”:

“La filosofia enunciata in questo libro è diretta all’espressione finale della visualizzazione del fotografo: la stampa. … La realizzazione di una stampa nasce dalla combinazione unica di un’esecuzione meccanica e di un’attività creativa”.

La stampa è quindi l’opera concreta, necessaria al fotografo, per comunicare la sua particolare visualizzazione. E’ la sua opera. 

Sui concetti di opera fotografica, sulle stampe “fine art” e la loro orginalità, sulle diverse modalità e i limiti entro i quali parlare dell’uno o dell’altro si versano fiumi di inchiostro da secoli. Non voglio entrare nel merito.

Tuttavia devo essere pratico: coloro che vedono e desiderano una mia opera chiedono l’originalità della stessa, la sua unicità. Una esigenza legittima che io intendo soddisfare perchè davvero io so con certezza che ogni singola opera è, di fatto, unica, per una serie di fattori che io conosco benissimo ma che sono difficilmente esprimibili o dimostrabili. Per fattori intendo fatti, operazioni, che sono compiute creativamente in così grande numero e tuttavia non “visibili” tanto da non poter essere descritte, raccontate, con conseguente perdita di valore artistico dell’opera.

E’ inoltre mio desiderio liberarmi dei condizionamenti relativi alla carta e alle macchine da stampa di una o più aziende produttrici che sviluppano tecnologie diverse e certificano le opere come “fine art” sol perchè stampate sui o con i loro prodotti: non è un’azienda, la sua carta o un certificato che fanno di una stampa un’opera; è l’artista, il suo lavoro, le sue scelte. La carta di stampa, gli inchiostri e le tecnologie relative sono strumenti a disposizione dell’artista per la creazione, non sistemi di certificazione del livello “museale” di un’opera. Ciò non significa che la domanda di originalità non sia concreta, tutt’altro. Solo che deve essere correlata al lavoro dell’artista, non ai mezzi che utilizza. 

Ho pensato di organizzare questi fattori in un processo per poterlo eseguire, dimostrare, illustrare e raccontare e infine affermare che una particolare opera, eseguita con quel processo stabilito, è un originale, unico, irripetibile. 

Ho definito “Unimage” l’opera in bianco e nero creata seguendo il processo che ho chiamato D&B Sadip.

L'opera Unimage

Le opere Unimage (Unimage artwork) sono opere fotografiche in bianco e nero originali perchè realizzate secondo un flusso di lavoro da me identificato e chiamato D&B-Sadip (Dodging & Burning Single Artwork Digital Print) che ne garantisce l’originalità.

L’esclusione del colore è, da parte mia, del tutto utilitaristica. In teoria la filosofia di Unimage potrebbe (e dovrebbe) essere estesa al colore risolvendo tutta una serie di problematiche connesse. Ma la mia conoscenza della teoria e della pratica della fotografia a colori è molto limitata e non mi fido di automatismi informatici in fase di ripresa e di lavoro sul negativo (analogico o digitale). D’altra parte sono convinto che un’opera in bianco  nero ha un livello di espressività della visualizzazione troppo spesso molto superiore al suo analogo a colori. Ma questo, mi rendo conto, potrebbe essere dovuto alla mia personale visualizzazione. E con questo il cerchio si chiude: a me serviva un processo per il Bianco e Nero. Sarei tuttavia molto felice se fosse possibile fare qualcosa del genere col colore. 

Innanzitutto, ho creduto opportuno far si che l’opera Unimage e il processo D&B Sadip soddisfino gli obiettivi dell’arte fotografica dalla sua invenzione che ho identificato nei seguenti punti:

- l’opera deve riferirsi con certezza alla visualizzazione originale del fotografo in relazione al soggetto: il fotografo è stato proprio lì a creare la sua visualizzazione;

- l’opera è il frutto del lavoro dell’artista che usa mezzi, analogici o digitali, come meri strumenti e di cui ha il pieno controllo;

- il lavoro del fotografo si svolge in un processo lineare e relativamente semplice, adottabile da chiunque sia un fotografo serio, a prescindere dal suo grado di scolarizzazione.

Per soddisfare questi obiettivi e guardando agli strumenti più semplici e meno costosi a disposizione di tutti, oltre che mia, ho identificato il processo D&B Sadip. Esso prevede alcuni passaggi chiave:

- Ripresa analogica;

- Dodging&Burning;

- Stampa Inkjet;

- Certificazione.

La Ripresa Analogica non sarebbe una condizione esclusiva. Personalmente la prediligo per ragioni oggettive, ma se esistesse una qualsiasi condizione cui sottoporre la ripresa digitale per soddisfare le condizioni del DB-Sadip ne sarei molto felice. Purtroppo, allo stato attuale e secondo un’idea ormai accettata, qualunque ripresa digitale non soddisfa il primo obiettivo dell’arte fotografica, ossia la certezza della correlazione tra soggetto e fotografo: i file digitali nelle memorie dimostrano solo di esserci, non possono dimostrare che il fotografo (robotico o umano) che l’ha creato fosse davvero davanti a quel soggetto in un dato momento. 

Il processo D&B-Sadip

  1. Ripresa analogica:
    1. Qualsiasi tipo di camera, pellicola B&W e formato.
    2. Sviluppo del film preferibilmente da parte dell’autore.
    3. (Nota sullo sviluppo: lo sviluppo di un film in B&W è già quasi un’arte a se stante. Tuttavia, nel processo, la sua importanza ai fini dell’originalità è relativa. La sua importanza è massima invece per la capacità dell’autore di realizzare emozionanti opere d’arte. Ma questo esula dall’obiettivo del D&B Sadip. )
  2. Scansione allo scanner:
    1. Manuale. 
  3. Dodging & Burning:
    1. la tecnica “Maschera e brucia” (Dodge & Burn) nasce con la fotografia ed è eseguibile in digitale con le stesse modalità del processo analogico dando al fotografo la piena espressività del suo lavoro. Scherma e Brucia sono due dei tools più antichi di Photoshop, il software per la gestione dell’immagine che dovrà utilizzare il fotografo per la realizzazione dell’artwork Unimage;
    2. la procedura:
      1. Taglio immagine e ingrandimento/riduzione sulle dimensioni dell’opera Unimage;
      2. Uso di “Curve" e “Valori Tonali” senza applicazione di nessuna selezione o maschera di livello;
      3. Creazione di Nuovo Livello da Livelli sottostanti, denominato D&B;
      4. Uso di Dodge & Burn su livello di cui al 3. precedente. Com’è noto la chiusura del file cancella la storia delle operazioni svolte rendendo il lavoro dell’autore univocamente determinato e non ricostruibile (finora). Così come un tempo per ottenere il risultato voluto c volevano ore in camera oscura, così è facile oggi rendersi conto che utilizzando Dodge & Burn su Photoshop possono volerci ore per ottenere la visualizzazione voluta. Essa poi cambia, con la stessa scansione, con il progredire dell’esperienza del fotografo e della sua crescita artistica).
      5. Creazione di nuovo livello dai livelli sottostanti e applicazione di maschera di contrasto.
      6. Salvataggio del file in .PSD multilivello a pieno formato . Questo è il file che accompagnerà l’opera Unimage. Il nome file dovrà contenere il nome dell’autore, il titolo dell’artwork, la data di realizzazione del file e la parola DBSADIP. 
      7. Duplicazione file, applicazione Unico Livello e salvataggio del file in formato a piacere. Questo è il file che sarà stampato dal fotografo o da uno stampatore terzo. 
    3. Esclusione dell’uso di qualsiasi plug in;
    4. Dato un negativo, l’autore potrà realizzare tutte le opere Unimage che desidera;
    5. Data una scansione, l’autore potrà riutilizzarla per nuove opere o effettuare una nuova scansione. 
    6. L’originalità dell’opera è garantita dal Livello D&B all’interno del processo. E’ in teoria possibile salvare file successivi per ogni tratto di pennello D&B sul livello, ma ciò non ha senso dal momento che per un’opportuno lavoro si procede anche per ore e il numero di file salvati sarebbe enorme per una singola opera. 
  4. Stampa:
    1. l’opera Unimage esiste in quanto esiste la stampa del suo file D&B Sadip. Il file non è un’opera, non è un artwork.
    2. L’autore è libero di scegliere, all’interno del procedimento Inkjet, le modalità, gli inchiostri, le macchine e i supporti che preferisce. Potrà stampare con propria attrezzatura oppure presso stampatori terzi. 
  5. Certificazione. L'Autore dovrà accompagnare le opere Unimage con:
    1. il file D&B Sadip
      1. su supporto di memoria fisico che contenga il file di cui al punto 3.2.6 precedente e potrà aggiungere il file di cui al punto 3.2.7 precedente;
      2. su cloud rendendo il file disponibile solo al successivo possessore dell’Opera Unimage;
    2. Certificato di autenticità, firmato dall’autore, contenente:
      1. data di stampa
      2. immagine stampata formato intorno ai 5 cm lato lungo 
      3. titolo dell’artwork
      4. dicitura “Unimage artwork"
      5. dimensioni e caratteristiche di stampa dell’artwork (carta utilizzata, macchina di stampa e inchiostri)
      6. nome del file DB-sadip allegato 
      7. La dicitura: L’autore garantisce l’unicità del/i file (nome file) e la cancellazione dello/degli stesso/i dalle sue memorie digitali.
  6. Il retro dell’opera Unimage dovrà contenere con scrittura a mano, a matita o inchiostri:
    1. il nome dell'autore
    2. il titolo dell’opera
    3. il nome del file di cui al punto 3.2.6
    4. la dicitura “Unimage artwork"
    5. la data di stampa
    6. la firma dell’autore.

Il Processo D&B Sadip e la denominazione di Unimage Artwork che ne consegue può essere utilizzato da chiunque segua questo processo.  

Le chiavi del processo sono:

  • la trasparenza del lavoro del fotografo. 
    • Il negativo rimane nella sua disponibilità. 
    • la scansione e la successiva elaborazione è visibile nel file D&B Sadip allegato all’opera;
    • nel file sono anche visibili le scelte operate dal fotografo per la realizzazione della sua opera;
  • l’irripetibilità del livello D&B creato e salvato nel file, anche volendolo. Le variabili in gioco sono un centinaio al quadrato moltiplicate per il numero di applicazioni del pennello sull’immagine. La replicazione è impossibile semprecchè in futuro non sia modificato Photoshop (com’esso è attualmente).
  • il file Unimage rimane al possessore dell’opera. Eventuali duplicazioni dell’opera Unimage sono possibili solo se il possessore dell’opera viola la sua stessa esclusiva proprietà o se il fotografo utilizza più volte lo stesso file D&B Sadip contravvendendo alla procedura e compiendo una frode.
antonio massaraComment