Antonio considera la fotografia come la visualizzazione di una parte del reale. E’ oggettiva e tuttavia, proprio perchè istantanea, parla del tempo
Il tempo, a sua volta, è generato dall’umano, che non compare di solito nelle sue fotografie. Esse diventano quindi le scenografie delle infinite finzioni umane che vi si svolgono, espresse in parole. Antonio è anche convinto che gli uomini creino il tempo e usino le parole per vivere storie, siano cioè soggetti prettamente narrativi. 

Per lui le storie sono quindi fondamentali. Si riflettono a volte in particolari del reale che possono essere visualizzati e indotti a svelare la storia umana che hanno riflesso. Le fotografie diventano così scene o pezzi di scenografia di una particolare storia, una fiction. E una finzione non può fare a meno delle parole per raccontarsi.
Così immagini e parole rivelano la fiction, le storie in esse contenute. In questo, le opere autoriali di Antonio Massara, sono espressione simile al processo dell’arte calligrafica zen.

E’ un processo creativo lungo. I luoghi, le cose, devono essere intepretati con la visualizzazione. Ecco perchè il suo brand è amvisual. Tutto comincia da lì. 
Ciascuna visualizzazione diventa fotografia che suscita l’emergere di una particolare storia, individuata attraverso un processo interiore, maieutico. L’autore deve affondare nella sua interiore conoscenza di migliaia di storie per far emergere quella i cui segni sono ancora scritti nella scena reale, facilitandosi il compito con la sua visualizzazione. In questo senso Antonio Massara è semplicemente un autore, prima ancora di essere fotografo e scrittore. Un autore di pezzi teatrali il cui palcoscenico è il mondo passato, presente e futuro. 
A volte invece è solo una determinata sequenza fotografica che fa emergere una storia. Certe volte è persino il luogo, che parla di sè attraverso l’immagine, e l’autore è solo colui che lascia che la storia si racconti.

Tuttavia, nel mondo reale, dire “autore” significa ben poco. E’ più immediato definirsi “fotografo”. Per questo Antonio Massara dice di se di essere fotografo. E' più facile. 

Nel processo creativo, dopo molte esplorazioni tecniche, ha scelto la ripresa fotografica con macchine e ottiche Leica R analogiche, con pellicola 35mm. Sviluppa le pellicole e poi le scansiona passando in digitale. L’adeguamento tecnico della ripresa alla visualizzazione originale viene effettuato con programmi digitali come Lightroom e Photoshop. Poi passa alla stampa e alla realizzazione dell’oggetto editoriale finale, che può essere un libro, un pieghevole o un “wall paper” a seconda della migliore esposizione della storia. 

Sui passaggi digitali e sulla sua predilezione per gli oggetti editoriali concreti (stampati ed esposti), potete leggere questo articolo. 

 

BIOGRAFIA

Antonio Massara è nato il 5 giugno del 1961 a Palermo e qui vive. 

Laureato in Economia ha fatto, nell'ordine e partendo dai suoi 14 anni, i seguenti mestieri:

fotografo, ragioniere, broker assicurativo e riassicurativo, strategic planner, consulente fiscale e amministrativo, product manager, marketing manager, scrittore, consulente marketing, socio, media editor, start upper, creative managing director, fotografo. 

La moglie è siciliana ed è chirurgo. Hanno due figli, di cui una è Ingegnere Meccanico e l'altro sta studiando da Designer. 

 

 



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