Arte nei giorni difficili / by antonio massara

Scrivo la mattina dopo del tentato golpe in Turchia e due giorni dopo la folle corsa del camion per la Promenade des Anglais, a Nizza.
Sono giorni difficili, duri. Confusi e pieni di dolore, da tutte le parti.
Non mi interessa intervenire nel trito dibattito, ma siccome faccio arte (con le parole e con le immagini) devo chiedermi che senso ha questo "fare" in giorni così dolorosi. 

In questi giorni ho letto la sceneggiatura di “Le Confessioni” di Roberto Andò. Non ho visto il film, ma la sceneggiatura è davvero molto interessante. Il protagonista, il Monaco Salus, un monaco certosino che segue la regola del silenzio, ad un certo punto dice:

L’ortodossia mi è del tutto indifferente. Io sto dalla parte della pietà. E’ l’unico fronte per cui valga la pena combattere.

Mi scopro anch'io a cercare di stare sempre dalla parte della Pietà. Perchè dove uomini si affrontano, dove le idee sono diverse, non c’è mai una storia che sia più giusta, nessun punto di vista con cui vedere una storia dovrebbe mai prevalere su tutti gli altri. E la pietà dovrebbe abbracciare tutte le storie. Gli atti di violenza che comportano la morte non sono mai scusabili, per assunto: nessuno può chiedere scusa ad un morto. Lo so, è lapalissiano, ma crudamente vero. E tuttavia anche lì la Pietà deve prevalere, perchè è l’unico fronte per cui valga la pena combattere, come dice Salus. Compito più divino che umano, e tuttavia, proprio per questo, tale da indurre al silenzio per semplice stupore di come si possa (e si debba) perseverare dalla parte della Pietà.

L’arte, l’espressione artistica ed estetica dell’espressione umana profonda, è sempre un atto di pietà per se stessi, per tutti, per il mondo. Qualunque espressione artistica, anche la più cruda, proprio perchè osservabile con emozione ma passibile di molte interpretazioni soggettive, è un’atto che si risolve in Pietà. Per condurre il discorso fino in fondo, se nel mondo ci fosse più arte, ci sarebbe necessariamente più pietà e meno conflitti. La prova del nove è che nei periodi storici in cui l'arte è stata data alle fiamme, la morte imperversava sulla Terra.

Ecco perchè vale la pena continuare a fare arte. Quella vera è sempre intrisa di Pietà, l'unico fronte per cui valga la pena combattere. E l'arte è certamente una sua arma formidabile.