l'uomo che si companagia / by antonio massara

L'ho visto scendere all'ultima fermata di Via Notarbartolo, dalla 102, col suo sacco della spesa fatta alla Vucciria. 

Era sdentato e farfugliava da venti minuti con dei turisti che chiedevano indicazioni. Quando sono scesi, ha attaccato con me. 

Non ho capito tutto, ma ha usato una parola in dialetto che non sentivo da molto tempo: companagiare.

Si riferiva all'acqua che compra, una volta alla settimana, dicendosi bravo a "companagiarsela".

Significa distribuire una risorsa nel tempo con parsimonia unita a saggezza. L'abilità di un popolo che conosce la fame, la carestia e anche l'abbondanza improvvisa della festa, preferibilmente pubblica, in cui abbuffarsi fino a scoppiare, tanto di ingrassare non si farà mai in tempo. Un'arte antica, che lui sottolineava prossima a scomparire. Perchè, diceva, siamo tutti 'miricani, cioè americani, ricchi, obesi e opulenti, con le macchine grandi e i grandi progetti. 

Non so se lui abbia mai avuto grandi progetti nella sua vita. Forse a furia di companagiarsela se n'è dimenticato. Oppure si, ma si è dovuto companagiare per evitare di morire. Ma dove finisce la saggezza e inizia la morte?